Windows Marketplace: costi e modalità di deploy

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Ho già dedicato un post al Marketplace, mettendone in luce le novità rispetto al passato e le nuove regole da rispettare per poter pubblicare un’applicazione per Windows Phone 7. Non vi ho parlato però di due aspetti fondamentali per uno sviluppatore: quanto ci costa pubblicare un’applicazione sul Marketplace? E come funziona il processo di submit e approvazione?

I costi e i guadagni

Partiamo dai costi: l’iscrizione al marketplace ha un costo di 99 dollari all’anno (non si sa ancora il prezzo ufficiale in euro) e consente di pubblicare quante applicazioni a pagamento si vogliono. Il numero di applicazioni gratuite rilasciabili è invece di 5: per le successive, c’è un costo di 20 dollari da sostenere. Come possiamo vedere, le condizioni sono cambiate (in modo vantaggioso) rispetto al passato, dato che con il vecchio Marketplace oltre alla quota annuale era necessario sostenere un costo aggiuntivo per ogni applicazione che si sottometteva, sia che fosse a pagamento sia che fosse gratuita.

Nota interessante per chi studia: gli iscritti al programma Dreamspark (che consente agli studenti di avere accesso gratuitamente a tutti i tool di sviluppo Microsoft) potranno registrarsi e sottomettere le proprie applicazioni senza pagare la quota annuale. Fanno eccezione le applicazioni gratuite, che seguono lo stesso vincolo degli account a pagamento: massimo 5 all’anno, dopodichè si paga.

Il revenue sharing tra Microsoft e lo sviluppatore è del 30% del costo totale dell’applicazione: se la nostra applicazione viene venduta a 10 euro, 3 euro vanno a Microsoft e 7 euro a noi. Si tratta della stessa percentuale applicata da Apple sull’App Store.

Anche per quanto riguarda la procedura di update Microsoft si è allineata ad Apple: possiamo rilasciare tutti gli update che vogliamo, che rimarrano sempre gratuiti per chi ha acquistato la nostra applicazione. Sicuramente un vantaggio per gli utenti finali, un po’ meno per gli sviluppatori: se infatti vogliamo rilasciare una nuova major release della nostra app, che magari è costata parecchio lavoro e che introduce molte novità, siamo costretti a rilasciarla gratuitamente o a creare un “doppione” sul Marketplace, rilasciandola come nuova applicazione (con un altro nome) e non come update.

Il processo di approvazione

L’approvazione della nostra applicazione ha inizio accedendo al portale del Marketplace e facendo il submit del package XAP: dopodichè avremo modo di inserire tutte le informazioni indipensabili per catalogare la nostra app (descrizione, categoria, ecc.). Durante questa fase, in parallelo avviene un processo automatico di validazione dello XAP, per verificare che sia formalmente corretto (il file manifest deve essere valido, devono essere presenti tutte le icone per il marketplace e per il device, ecc.): in caso positivo, la procedura può andare avanti con la scelta su quando pubblicare la nostra applicazione (se immediatamente dopo l’approvazione o se aspettare una nostra conferma).

Dopodichè siamo nelle mani di Microsoft Smile Il nostro XAP viene infatti decompresso, validato e ricompresso per aggiungere tutta una serie di informazioni (quali il product identifier o l’header DRM) e poi passato ad una persona del team di certificazione, che lo installerà su un device e inizierà tutti i test per verificare che tutti i requisiti tecnici e di contenuti siano rispettati (vedi il mio post precedente per maggiori dettagli).

Una volta passata quest’ultima fase, siamo pronti per andare online: la nostra applicazione viene firmata digitalmente (direttamente da Microsoft) e resa disponibile sul Marketplace.

marketplace

Il confronto con l’App Store

Come abbiamo potuto vedere, il processo di approvazione è molto simile a quello dell’App Store: anche Apple, anche se con meccanismi differenti, esegue lo stesso tipo di controlli, per valutare che l’applicazione rispetti i requisiti tecnici (non crashi, non faccia uso di API private, ecc.) e di contenuti (niente pornografia, niente satira, ecc.). Il vantaggo rispetto allo store Apple è che non dobbiamo impazzire con i certificati, ma fa tutto Microsoft: noi dobbiamo solo preparare il package della nostra applicazione (lo XAP). Su App Store, invece, dobbiamo preoccuparci anche di generare i necessari certificati (tramite il portale sviluppatori) per firmare digitalmente l’applicazione: non si tratta di un’operazione troppo complessa, però può generare confusione e a volta causare problemi, soprattutto nel caso in cui dobbiamo cambiare o formattare il computer (i vari profili vengono infatti generati a partire da un certificato univoco creato su OSX).

Il vero confronto tra i due store si potrà fare però solamente una volta che il Marketplace sarà operativo e a pieno regime: le cose adesso sono notevolmente migliorate, ma agli inizi il processo di approvazione delle applicazioni iPhone su App Store era tutto tranne che perfetto. Tempi geologici, applicazioni senza problemi rifiutate per motivi futili o applicazioni che violavano le regole accettate: insomma, se n’è viste proprio di tutti i colori. Anche la creazione di un account era un processo straziante, soprattutto se veniva aperto a nome di un’azienda: nell’esperienza che ho avuto, è stato necessario più di un mese sia per attivare l’account aziendale di Gaia che quello della società per cui abbiamo realizzato la nostra prima applicazione (molto più grossa e importante di noi). Ora le cose sono migliorate: sia i tempi di creazione di un account che di approvazione di una applicazione sono molto migliorati, anche se a volte ci sono ancora dei problemi di approvazione “casuale”, per cui applicazioni vengono rifitutate senza una logica apparente, anche se magari in passato applicazioni simili sono state approvate senza problemi.

Sarà importante per Microsoft non ripetere gli stessi errori e predisporre sin da subito un team capace e numeroso, in grado di gestire l’intero processo in maniera funzionale e veloce anche in presenza di un gran numero di richieste di approvazione. Sotto questo punto di vista possiamo dire che si sta già muovendo con il piede giusto, dato che quasi certamente l’apertura del Marketplace all’invio di applicazioni per Windows Phone 7 avverrà ben prima del rilascio del device, così da evitare colli di bottiglia durante il periodo di lancio.

La gestione delle trial

Ho voluto dedicare un paragrafo di questo post anche alla gestione delle trial, dato che è la vera novità che differenzia lo store Microsoft da tutti gli altri store: su App Store siamo abituati a trovare due versioni della stessa applicazione, una Lite gratuita e una standard a pagamento. Da quando è stata introdotto (con il firmware 3.0) l’In App Purchase (ovvero la possibilità di efffettuare acquisti all’interno dell’applicazione stessa), il fenomeno è diminuito ma non è sparito del tutto: sono ancora tante le software house (anche grosse, come Gameloft o EA) che preferiscono intraprendere la strada della doppia versione.

Microsoft ha cercato di ovviare a questa confusione semplicemente introducendo il concetto di Trial all’interno di una applicazione: sul marketplace avremo la possibilità, per le applicazioni che lo prevedono, di scaricare una trial e, se eventualmente ci piace, di acquistare la versione completa in un secondo momento. La novità è che, nel secondo caso, non andremo a scaricare nuovamente l’applicazione ma semplicemente sbloccheremo la trial già scaricata.

Tutto ciò è reso possibile grazie ad una API, che ci permette di determinare se l’applicazione sta girando in modalità Trial o meno. Eccovi un esempio:

LicenseInfo info = new LicenseInfo();
if (info.IsTrial())
{
    //blocco il gioco e mostro un messaggio di notifica
}
else
{
    //continuo al livello successivo
}

Per poterla utilizzare, dovremo aggiungere alle reference del progetto la libreria Microsoft.Phone.License: come vedete, il suo utilizzo è veramente banale, non si tratta nient’altro di un metodo che ritorna un valore booleano che ci notifica se siamo in modalità trial o meno. A questo punto, usando un semplice blocco condizionale (if – else) possiamo implementare il comportamento che vogliamo: un esempio potrebbe essere quello di bloccare l’utente in modalità trial dopo il secondo livello del nostro gioco, mostrargli un messaggio di avviso e poi riportarlo al menu principale. Oppure possiamo decidere che la nostra applicazione, in modalità trial, può essere usata solamente 100 volte: dopodichè va acquistata. Insomma, grazie a questa API abbiamo la massima libertà di implementare il meccanismo di trial che preferiamo.

In conclusione

Direi che per quanto riguarda il Marketplace possiamo considerare chiuso il discorso: abbiamo visto tutti gli aspetti principali, dalle regole da rispettare nella creazione di una applicazione, passando per l’aspetto economico e per il processo di approvazione, concludendo con il funzionamento della modalità trial. Vi lascio con il link al documento ufficiale Microsoft (in inglese) sul nuovo Marketplace, nel caso vogliate approfondire il discorso: http://go.microsoft.com/?linkid=9730556

Più avanti vedremo qualcosa di più tecnico riguardo allo sviluppo su Windows Phone, per chi vuole muovere i primi passi in questo ambiente di sviluppo. Stay tuned!


App Store , Windows Marketplace , Windows Phone

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  1. #1 da http://qmatteoq.tostring.it/blog/post/windows-marketplace-costi-e-modalitagrave-di-deploy

    Windows Phone, Marketplace e trial: cosa cambia con la nuova beta