Bootcamp: che l’odissea abbia inizio!
Ebbene sì, ci sono cascato anche io. Da un anno abbondante che ho il Mac non ho mai sentito l’esigenza di installare Windows nativamente tramite Bootcamp (per chi non lo sapesse, l’utility integrata di Mac OS X che vi permette di partizionare il disco e di procedere con un’installazione nativa di Windows): le prestazioni di Windows 7 in virtual machine sono sempre state sufficienti per le mie esigenze e non ho mai avuto particolari problemi, anche con usi intensivi di Visual Studio. Inoltre, una delle cose che ho sempre mal digerito di un’installazione dedicata di Windows è la necessità di tenere “in vita” due ambienti di lavoro separati e interscambiabili: posta, instant messenger, client Twitter, ecc. Con l’utilizzo di una virtual machine invece questo problema non si presenta: Windows è come un programma qualsiasi, che avvio quando ho necessità e, per tutto il resto, continuo ad usare i programmi di Mac OS X come Adium o Mail.
L’uscita della CTP di Windows Phone ha però cambiato le carte in tavola: come già ho spiegato in un altro post, per il testing delle applicazioni la CTP non prevede l’utilizzo di un simulatore come per le versioni precedenti di Windows Mobile, ma di una vera e propria virtual machine che viene avviata utilizzando un'immagine base dell’OS di Windows Phone 7. Con questo sistema (che ha requisiti di sistema, soprattutto per quanto riguarda il comparto video, non compatibili con una virtual machine) non è perciò possibile lanciare l’emulatore all’interno di una virtual machine, ma è necessaria un’installazione “fisica” di Windows.
Oggi ho quindi ben pensato di approfittare di un raro momento libero e di liberare un po’ di spazio su disco per creare una partizione di circa 40 GB da dedicare a Bootcamp: non è molto, ma il mio obiettivo è quello di continuare ad usare soprattutto la virtual machine e di passare a Windows nativo solo nel momento in cui devo sviluppare per Windows Phone. Una volta completate le pulizie di primavera, tutto contento vado a lanciare l’utility Assistente Bootcamp, che si occupa semplicemente di partizionare il disco e di riavviare il computer, dando la possibilità di procedere con l’installazione di Windows. Lancio la procedura e, voilà, ecco il fantastico messaggio che compare dopo qualche minuto di attesa:
Interessante vero? Il fatto che come unica soluzione al problema mi proponga la formattazione del sistema è confortante: dedico allora di documentarmi un po’ sul web per trovare le cause e una soluzione alternativa. Scopro che il problema è dovuto al fatto che Mac OS X non riesce a spostare i file in modo da creare un unico spazio libero (grande come la partizione che voglio creare): l’unica soluzione alternativa al formattare che ho trovato è quella di acquistare iDefrag, un tool di deframmentazione per Mac OS X che permette anche di creare un disco di avvio che da la possibilità di effettuare una deframmentazione completa del sistema. Gli inconvenienti di questa soluzione sono che 1) il software non costa esattamente due lire (30 e passa euro) e 2) per effettuare una deframmentazione completa ci vuole mooooolto tempo (nell’ordine delle 5 o 6 ore).
Il buon Gioffy mi ha riferito che Mauro ha affrontato lo stesso problema quando è arrivato il suo Mac e l’ha risolto con un tool molto simile: oggi mi informerò e vedrò di “scroccare” qualche suggerimento.
La morale della favola comunque è: pianificare sempre con anticipo l’installazione di Windows quando si acquista un Mac. Capisco che questo non sia sempre possibile (vedi il mio caso), però in linea di massima è una decisione che andrebbe presa all’inizio perchè, come avete potuto vedere, non sempre è possibile decidere in un secondo momento.

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